mercoledì 13 luglio 2016

Cultura, promozione del territorio, rete: ingredienti per un buon turismo

Dalla prima parte della stagione estiva emerge come grande protagonista della scena italiana The Floating Piers, l’ambiziosa opera temporanea dell’artista bulgaro Christo, la splendida passerella sul lago d’Iseo che ha attirato circa 100 mila visitatori al giorno, sfiorando numeri paragonabili per certi versi a quelli dell’Expo 2015. Pensando a questi risultati, adesso che la stagione turistica si appresta ad entrare nel vivo, è d’obbligo una breve riflessione. 

Lago d'Iseo

Innanzitutto sarebbe bene ricordare che, per numero di visite, la tendenza degli ultimi 40 anni pone l’Italia in una condizione di crescita sempre più limitata, scavalcata ormai nelle classifiche da svariati paesi; considerando che il turismo è uno dei settori che in proiezione potrà garantire maggiori possibilità di sviluppo dal punto di vista economico, urge ripartire piuttosto velocemente. Diventa necessaria un’accurata valutazione della situazione dell’attività turistica, e della sua promozione nel nostro Paese: serve creare un’efficace cultura del turismo, che sia più ampia possibile, che permetta ad un potenziale visitatore di ottenere il maggior numero di informazioni, aggiornate e complete, su un luogo di interesse. Una testimonianza importante di questa necessità arriva, per esempio, dalla Liguria.

"Come promozione e offerta di divertimento, siamo a zero. Mi spiace dirlo, ma la cultura del turismo, qui, ha ancora da venire. E noi albergatori stiamo combattendo da soli: ci facciamo promozione per conto nostro. Ma se investissimo queste risorse tutti insieme facendo rete invece di disperderle in mille rivoli, avremmo ben altri risultati. Questa stagione doveva essere la nostra grande occasione, e invece non sta andando come ci aspettavamo.” (Americo Pilati presidente di Federalberghi Liguria a La Repubblica, 6 luglio 2016)

Liguria

Prendiamo allora spunto da questo sfogo per ripartire con l’idea che il turismo non si fa solo vendendo delle camere, e lo diciamo da tempo. Un turismo di qualità è fatto di dettagli, di cultura di paesaggi, di esperienze positive, non necessariamente di prezzi ridotti o alberghi perfetti. Per tornare ad essere una meta turistica di primo piano serve concentrarsi sui punti di forza che il nostro Paese può vantare: varietà del territorio, opere d’arte, città e monumenti, la cucina, la moda. Quindi perché non racchiudere tutti questi elementi in un unico, completo, mezzo di promozione?

Tornando alla passerella di Christo, è inevitabile un ragionamento sul potenziale che poteva esprimere, e che solo in parte è stato sfruttato. Rispetto ad altre più comuni installazioni di land art, il ponte dell’artista bulgaro poteva rappresentare un notevole valore aggiunto, in quanto il visitatore era in grado di stabilire un contatto diretto con l’opera, letteralmente “camminando sulle acque”. 

La passerella di Christo

La passerella è un ottimo esempio di come un’opera temporanea di questo tipo dovrebbe essere una possibilità concreta di promozione e valorizzazione di un territorio, un’occasione per mettere in risalto la tipicità di del luogo, permettendo al visitatore di vivere quell'esperienza unica in grado di convincerlo a tornare in quella zona o a creare un flusso turistico tramite il passaparola. L’impressione, invece, è che sia stata più un’opportunità sprecata, in quanto la maggior parte dei turisti si è limitata a percorrere il ponte, ignorando l’ambiente circostante, che di conseguenza è rimasto nell'anonimato. Inoltre, il territorio della Franciacorta non avendo previsto tale affluenza e non essendo preparato ad accoglierla, ha raccolto numerose critiche a causa della scarsa organizzazione a livello di trasporti e di gestione dell’afflusso turistico. Questo a conferma della mancanza di un sistema più ampio che guardasse oltre la passerella, capace di trasformare il ponte in un mezzo che conducesse alla scoperta di un territorio straordinario come quello della Franciacorta. 

L’Italia ha bisogno di un turismo che faccia leva sulla ricchezza della biodiversità naturale e che crei un’esperienza indimenticabile di condivisione di valori e di identità culturale, artistica, enogastronomica e paesaggistica del luogo ospitante. Sfruttare fino in fondo grandi eventi o interventi di artisti di fama internazionale, associandoli alla creazione di percorsi, può rappresentare un modo nuovo di fare turismo. Per arrivare a questo scopo riteniamo sia fondamentale l’organizzazione di un sistema di accoglienza che si basi su un lavoro di promozione che coinvolga soggetti diversi, dalle associazioni alle imprese culturali passando per istituzioni e strutture ricettive, puntando anche in questo settore su forme di innovazione unite dal senso di appartenenza e dalla collaborazione dei diversi attori locali. 

Noi di Easy Holidays abbiamo pensato proprio a questo: da qualche anno a questa parte, l’obiettivo che ci siamo posti è quello di creare una rete tra albergatori, associazioni e amministrazioni che serva a valorizzare i nostri splendidi territori e fare in modo che l’Italia possa tornare ad essere la meta turistica più desiderabile.

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