sabato 21 novembre 2015

I Furbetti del quartierino digitale

La voce gira da tempo, articoli, trasmissioni radio, giornali. Che il servizio fornito da Tripadvisor fosse almeno in parte viziato da elementi che vanno oltre il giudizio delle persone, è cosa nota. Adesso il Corriere della Sera ha pubblicato i tariffari.

Novanta euro per la cancellazione di ogni singola recensione negativa con un minimo di 10 recensioni. Fa 900 euro per il servizio minimo offerte dalle "società di ottimizzazione" come vengono definite dall'AD di Tripadvisor.

In questi anni, c'è stata anche una multa dell'Antitrust per pratiche scorrette, multa poi annullata nei confronti del colosso mondiale della reputation, ma non perchè il fatto non sussista, bensì perchè il sistema è talmente aperto che non vi è possibilità di controllo e quindi nessuna responsabilità. Come dire, sappiamo che esistono le recensioni fasulle, sappiamo che sono tante, sappiamo che fanno danni, sappiamo che possono orientare le scelte tacciando per buone o cattive strutture non in base alla loro qualità ma in base a quanto sono disposte a pagare ... tuttavia non hanno modo di controllare ne apporre correttivi, quindi va bene così.

A Moniga del Garda, in cima ai ristoranti della zona per recensioni positive risultò per un certo periodo il celebre Ristorante Scaletta. Peccato che non esista. Son ragazzi, non possono controllare, quindi va bene cosi.

Va bene così? In un segmento come il turismo, vitale per l'Italia, che da ricchezza, reddito e lavoro, è ancora possibile tollerare il fatto che non esista una forma di tutela? Gran parte degli studi fatti sia sulla ricettività che su scelte di prodotti parlano costantemente di percentuali oltre il 60% relative all'influenza della reputation sulla decisione di acquisto.

Non è questo post la sede idonea per parlare di quanto le OTA siano costose per le strutture, garantendo presenze ma facendo evaporare fondi dall'Italia all'Estero (le OTA sono tutte straniere) mentre, nel frattempo, qui si parla di tasse di soggiorno, o di come sia delicato dare in mano straniere il controllo ancorchè parziale dei flussi turistici o di come tante strutture medie e piccole vedano vanificati i propri investimenti in Rete per essere visibili. Non voglio neppure parlare di etica o di morale, ognuno in fondo ha la propria e vanno rispettate, ma la domanda che ci poniamo è semplice. E' davvero questo il turismo che vogliamo? Non siamo davvero in grado di imporre regole precise su un tema delicato come questo? C'è paura di toccare qualche colosso? Ma soprattutto, alla luce di tutto questo, quando appare una soluzione piccola, insignificante rispetto al mondo delle OTA, ma fresca, nuova, giusta, economica, abbiamo il coraggio di supportarla perchè i frutti cospicui si vedano tra qualche anno o preferiamo avere solo catene? Avete mai sentito parlare del BEDDING?

La consapevolezza è una brutta bestia. Sappiamo di queste storture ormai da anni e, nonostante questo, il coraggio tarda ad arrivare. Abbiamo sposato la causa del BEDDING, come metodologia per ritrovare una sana concorrenza e, soprattutto, far crescere un territorio senza queste storture ben sapendo che la strada è in salita, ma è l'unica praticabile.

Molti di noi sono padri e madri. Sappiamo bene che un figlio è impegnativo da far crescere, ma sappiamo anche che se siamo responsabili, avremo soddisfazioni, e tante. Perchè non dare al nostro Paese questa possibilità? Esistono soluzioni in Italia, ci sono strutture giovani, start up, ragazzi, studenti, giovani imprenditori, abbiamo la testa e le capacità. Non si tratta di sostituire un tubo di ossigeno con un'altro che non ne porta a sufficienza, non è questo il punto, si tratta di pensare ad una soluzione complementare da far crescere partecipando e non subendo. LO TROVIAMO IL CORAGGIO? Come ho detto prima, siamo consapevoli, lo sappiamo. Non ci potremo nascondere dietro un dito per quanto grande possa sembrare.

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