domenica 18 gennaio 2015

L'anima dei luoghi


Alcuni viaggi ti portano lontano, altri non ti fanno spostare di un centimetro.
Ce lo ricorda anche James Hilman in un brano del suo splendido Fuochi blu.

Foto: di Wim Wenders: Two girls on street corner in Butte, Montana.
In mostra a Villa Panza a  Varese dal 16 Gennaio al 29 Marzo
"Ci occorrono anche posti per il corpo. Posti dove i corpi si vedano, si incontrino, siano in contatto. Come Parigi: esci dall'ufficio e ti fai una nuotata nella Senna; o a Zurigo, dove nell'intervallo di pranzo vai a nuotare o a pattinare sul lago. Questo evidenzia il rapporto del corpo con la vita quotidiana della città, porta il nostro corpo fisico dentro la città. In altre parole, voglio mettere in risalto il posto dell’intimità all'interno delle città, perché l’intimità è vitale per l’anima.
Se si pensa all'anima e ai contatti animici, si pensa all'intimità e questo non ha niente a che vedere con la dimensione della città  e l’altezza dei suoi palazzi. C’è sempre la possibilità di ricavare angoli, di ritagliare pause per incontrarsi e stare insieme, in interni che siano articolati in modo da rendere possibile l’intimità.
Dallas: Lover lane
Prendiamo, come immagine di questo aspetto dell’anima della città, una delle vie principali di Dallas, Lover Lane,
la strada degli innamorati. Ecco, se riuscite a immaginare la città come un posto fatto per gli innamorati, allora forse capirete l’idea che sto cercando di esprimere. Io non credo affatto che l’amore interferisca con gli affari o con l’efficienza o la capacità contributiva o il commercio al minuto o quant'altro. No, io credo che una città si regga sui rapporti umani, sia fatta di persone che si incontrano e stanno insieme e l’amore, semmai, non farebbe che aumentare quanto in essa vi è di più desiderabile. Non si tratta di scindersi di nuovo in due, lavoro e piacere, città e anima, le ore del giorno pubbliche, le ore della notte private, perché queste dicotomie escludono l’anima dalla città.
Luoghi dove si ha uno stacco con lo scopo palese della città sono sempre esistiti al suo interno. Del resto, che lo scopo delle città sia economico o politico è un’idea recente. Da sempre lo scopo della città è stato qualcosa di istintivo che esiste negli esseri umani e che li spinge a costruirle: il bisogno di stare insieme, di immaginare, di parlare, di fare, di avere scambi. Abbiamo bisogno di luoghi – la famosa piazza del mercato – dove lo stacco, la pausa possano avere luogo…
Una città che trascura il benessere dell’anima, spinge l’anima a cercarselo in maniere degradanti e materiali, nelle zone d’ombra dei suoi grattaceli scintillanti."

da Fuochi blu di James Hilman, ed. Adelphi, 1996

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