mercoledì 3 settembre 2014

L'Italia che non ti aspetti 2



Proseguiamo il nostro viaggio proponendovi una gita a Camaiore (Lu), per ammirare due capolavori seminascosti al grande pubblico. Una seconda puntata al museo, dopo la "montagna d'arte" della volta scorsa, accompagnati come sempre dalla nostra esperta, Chiara Gatti, storica e critica d'arte, giornalista delle pagine milanesi di La Repubblica. Godetevi la visita e non dimenticate il nostro invito "posta un luogo che non ti aspetti".



L'ancilla di Camaiore.

Nel cuore di Camaiore (il paese originario nell'entroterra e non il lido, che è più famoso ma meno affascinante) esiste un Museo d'arte sacra che è un piccolo scrigno di meraviglie. Fra queste, una statua lignea dell'Annunziata realizzata nel Quattrocento dallo scultore lucchese Matteo Civitali (1436-1502). Collocata in una nicchia bianca, attrae l'attenzione già da lontano per la forma longilinea di un corpo etereo, avvolto in una veste celeste che cade morbida sui suoi fianchi, quasi fosse di velluto. Ricavata da un unico ceppo di legno, la vergine annunciata (inizialmente accostata un arcangelo Gabriele presto perduto) era soprannominata in antico, dal popolo, la “madonna di mezzo di chiesa” perché l'altare che l'accoglieva nella Collegiata di Camaiore stava esattamente a metà della navata. Per secoli e per vicende alterne, la scultura finì reclusa in un deposito, dimenticata dentro una cassa e aggredita dai tarli che si avventarono sul suo splendido figurino, da principessa gotica, che ricorda molto, in scultura, le dame del Pisanello o di Pollaiolo. Con il classico abito strizzato sotto il seno, la scollatura quadrata e il panneggio lungo fino a piedi, così lineare da trasformare la Vergine in un modello di eleganza. Senza fronzoli. Bella dentro.

La sosta a Camaiore è occasione per ammirare (a bocca aperta) anche il Teatro dell'Olivo, una Scala in miniatura dalla forma ogivale non più larga di una decina di metri per tre piani di palchetti affacciati su un palco ugualmente minuto, spazio per commedie fin dal Settecento. (dal blog di Chiara Gatti)

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