giovedì 26 settembre 2013

Il miglior veicolo pubblicitario è il turista stesso

Esiste un patrimonio, ereditato dai nostri padri: il nostro territorio e la sua cultura diffusa

L’Italia è, come noto, il paese che detiene il maggior numero di monumenti storici del mondo; ma è, altresì, il paese che se ne cura di meno. 

Storicamente abbiamo avuto molti piccoli signori che rivaleggiando in ricchezza crearono potenti territori piccolissimi, parcellizzati, se non singole città indipendenti e ostili fra loro. Tale retaggio, tale campanilismo, è rimasto nel nostro retroterra e oggi fa si che il turismo in Italia non venga guardato a livello nazionale, ma solo identificato con alcune, precise realtà. 

Nel mondo arriva il messaggio “Italia”, tuttavia si legge anch'esso parcellizzato: ovvero Roma, Venezia, Firenze; altre volte Toscana, Sicilia, le regioni “cult” elette ad apripista per altre che sognano un proprio brand “Marche” “Veneto” “Liguria”, ma che ancora non decollano. 

Il miglior veicolo pubblicitario è il turista stesso. 

Ciò significa fare affluire turisti non in una singola regione, ma in Italia per permettere lo scambio interno fra realtà coordinate; oggi in Toscana domani in Veneto. Per fare ciò il territorio esige un coordinamento, un sistema, affinché il turista possa fruire di tutte le occasioni culturali (e non solo delle sagre di paese); il territorio deve essere protetto come identità, sensibilizzando coloro che sfruttano il turismo a fare squadra, per un bene condiviso. 

Dovremo arrivare a garantire la fruizione del territorio da parte di tutti (turisti e residenti) investendo in prima persona sul territorio stesso. 

Così facendo metteremo a disposizione di tutti un poco di utile derivante dal turismo e non solo alle strutture che detengono posti letto o ristoranti ma anche alla cittadinanza che potrebbe considerare il turista prossimo venturo come una risorsa e non solo un problema da risolvere. 

Il sistema-turismo non decolla, ogni regione, ogni provincia, ogni comune fa storia a sé; la conseguenza ovvia è che, non avendo soggetti univoci o comunque riconoscibili, la politica resta lontana, tante chiacchiere sull’importanza del turismo e nessun supporto che non sia finalizzato a uno scopo privato. 

Da parte nostra il primo passo è fornire visibilità a tutto il territorio, a tutte le strutture contemporaneamente  ... (segue)

Marcello Barbieri
http://www.easyholidays.it

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