mercoledì 18 settembre 2013

Aurigo, Entroterra ligure di sapore medievale


Aurigo, case antiche, sapore di Medioevo, ai margini di oliveti estesi, boschi e prati sommitali. Non si sa come prenderlo, Aurigo, per il turista costiero abituato al percorso in macchina o bus. Il paese è refrattario alla circolazione automobilistica. È fatto per camminarci, per le some, per gli asini, come un tempo. La palazzata lungo la strada carrozzabile offre pochi spiragli. Lo spazio è importante anche qui, come in tutta la Liguria. L’abitato utilizza un paio di stretti carruggi come vie di scorrimento interne. Il passaggio principale è centrale e si ritrova teso fra la chiesa parrocchiale e l’area dell’antico castello. I poteri si fronteggiano ai due capi del paese: quello religioso e quello signorile. La chiesa ha linee barocche, ben comprensibili nel contesto della valle. Lungo gli stipiti dell’ingresso principale, però, occhieggiano figure scolpite da mani ruvide, quasi ancestrali. La pietra è padrona, ovunque, si afferma su intonaci di sacrificio, sbrecciati, si nota sui sopraporta eleganti, ma offesi dal tempo. L’ultimo passo è coperto: si apre così la piazzetta legata al nome dei Ventimiglia signori locali, detentori del diritto anche dopo il passaggio di Aurigo ai Savoia con tutto il Maro, nel 1575. Qui, un tempo, sorgeva un poderoso castello. Solamente immagini seppiate di vecchie fotografie restituiscono un’immagine di passato spendore. La signoria locale ha preferito la comodità di un palazzo dall’aspetto “cittadino”, con blasone sull’ingresso, appartamenti e mobilio prezioso. Aurigo è così: con le sue architetture eminenti che affiancano le case popolari, rurali e l’autoriconoscimento della Comunità nei sui simboli sacri. Non sfuggono a questa logica gli edifici sacri disposti sul territorio. In alto, sopra l’abitato, ha quasi una funzione protettiva l’articolata mole di San Paolo, con il suo sagrato antistante popolato dei resti della costruzione tardomedievale, doppiata da una struttura rinascimentale che si esalta nel portico esterno e nel grande polittico interno cinquecentesco di Giulio De Rossi. La memoria è affidata alla fine anche alla chiesa più elevata, dedicata a Sant’Andrea, di aspetto barocco, ma con un campanile del XII secolo che sembra una torre difensiva: qui ci sono le origini di Aurigo


 


Come arrivare:
in macchina: A10/​E80 uscita Imperia Est SS 28 verso Aurigo
 
Per prenotare un albergo:

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